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Innovation

Horizon Europe: guida ai finanziamenti UE per ricerca e innovazione

Scritto da: Tania Marchina, il 10/09/2026




Cos'è Horizon Europe

Horizon Europe è il programma quadro dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione relativo al periodo 2021-2027, il più grande strumento di finanziamento pubblico alla ricerca a livello continentale, con una dotazione complessiva di circa 93,5 miliardi di euro.

Succede al precedente programma Horizon 2020 e finanzia progetti che vanno dalla ricerca di base fino alla dimostrazione su larga scala di tecnologie già mature, coinvolgendo università, centri di ricerca, imprese di ogni dimensione e pubbliche amministrazioni.

Il programma si sviluppa attraverso programmi di lavoro, i work programme, che definiscono obiettivi e aree tematiche specifiche per ciascun periodo. Il work programme principale ha cadenza biennale, mentre il Consiglio europeo per l'innovazione e il Consiglio europeo della ricerca adottano programmi annuali, con calendari e regole propri che vanno consultati separatamente.


La struttura del programma: i pilastri

Nel periodo 2021-2027 Horizon Europe si articola in tre pilastri principali. Il primo, Eccellenza scientifica, finanzia la ricerca di frontiera attraverso le borse dello European Research Council, le azioni Marie Skłodowska-Curie dedicate alla mobilità e alla formazione dei ricercatori e il sostegno alle infrastrutture di ricerca europee.

Il secondo pilastro, Sfide globali e competitività industriale europea, organizza i finanziamenti in cluster tematici legati alle grandi sfide sociali ed economiche del continente, come quelle promosse dall'Agenda 2030 ONU.

Il terzo pilastro, Europa innovativa, sostiene l'innovazione capace di creare mercati, attraverso strumenti dedicati come il Consiglio europeo per l'innovazione e l'Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia, che a sua volta coordina reti tematiche specializzate in settori come energia, salute e sistema alimentare, con un'attenzione crescente a temi come la decarbonizzazione.

Questa architettura è però destinata a cambiare: la proposta della Commissione per il programma quadro successivo prevede quattro pilastri e una diversa denominazione del secondo, come illustrato nell'ultimo capitolo di questa guida.


La struttura del programma: i pilastri di Horizon Europe - Polo Innovativo

Il work programme 2026-2027: cosa è cambiato

L'11 dicembre 2025 la Commissione europea ha adottato il work programme principale di Horizon Europe per il biennio 2026-2027, con un budget complessivo di 14 miliardi di euro destinati a priorità strategiche quali la neutralità climatica, l'adozione dell'intelligenza artificiale nella ricerca e il rafforzamento della resilienza europea (Fonte: Commissione Europea). Si tratta dell'ultimo programma di lavoro dell'attuale ciclo settennale.

Le semplificazioni introdotte sono le più consistenti dall'avvio del programma nel 2021. Rispetto all'edizione 2023-2024 il documento è più corto del 33%, il numero dei topic è stato ridotto del 35% a favore di call più ampie, metà del budget delle call viene erogata in modalità lump sum e 41 topic adottano una valutazione in due fasi, con una proposta breve seguita dalla proposta completa solo in caso di invito (Fonte: European IP Helpdesk). Il limite di lunghezza delle proposte per le azioni RIA e IA è sceso a quaranta pagine.

Il modello lump sum merita attenzione perché cambia la logica della rendicontazione: l'importo viene fissato alla firma del contratto sulla base del piano di lavoro approvato, eliminando la rendicontazione analitica dei costi e i timesheet del personale, ma trasferendo sul beneficiario l'onere di eventuali sforamenti. Il pagamento è legato al completamento dei work package, non alle spese effettivamente sostenute.

Il biennio introduce inoltre le cosiddette horizontal call, pensate per collegare parti diverse del programma su priorità trasversali, tra cui una call da 540 milioni di euro a sostegno del Clean Industrial Deal, dedicata alle tecnologie pulite e alla decarbonizzazione delle industrie a forte intensità energetica, e una call "AI in Science" con budget indicativo di circa 90 milioni. L'iniziativa Choose Europe for Science è stata ampliata con circa 50 milioni di euro nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie.


I cluster tematici del secondo pilastro

Il secondo pilastro raccoglie la maggior parte dei fondi destinati a progetti collaborativi di ricerca e innovazione, organizzati in sei cluster tematici: salute, cultura creatività e società inclusiva, sicurezza civile per la società, digitale industria e spazio, clima energia e mobilità, e infine alimenti bioeconomia risorse naturali agricoltura e ambiente, quest'ultimo direttamente collegato agli indirizzi della strategia Farm to Fork. I temi risultano coerenti con gli obiettivi del pacchetto Fit for 55 e con i principi dello sviluppo sostenibile.

Ogni cluster pubblica bandi periodici, spesso con scadenze doppie nel corso dell'anno, dedicati a topic specifici. Le imprese interessate a partecipare devono monitorare con attenzione i work programme del cluster più vicino al proprio settore, perché i temi cambiano da un ciclo all'altro in base alle priorità politiche definite a livello europeo, come quelle del Green Deal europeo.

Una parte rilevante del secondo pilastro viene attuata attraverso partenariati istituzionalizzati, in particolare nei settori salute, mobilità, energia, digitale ed economia biologica, che pubblicano programmi di lavoro autonomi rispetto a quello principale. È un aspetto spesso trascurato da chi si avvicina al programma per la prima volta e che amplia in modo significativo il numero di opportunità disponibili.


Il Consiglio europeo per l'innovazione

Il Consiglio europeo per l'innovazione, noto con l'acronimo EIC, è lo strumento del terzo pilastro pensato per sostenere le innovazioni ad alto rischio e alto impatto capaci di creare nuovi mercati. Il suo programma più conosciuto, l'EIC Accelerator, si rivolge a start up e piccole e medie imprese con un prodotto o modello di business in grado di rivoluzionare un settore, combinando una componente di sovvenzione a fondo perduto e una componente di investimento diretto in equity.

Per il 2026 l'EIC Accelerator dispone di 634 milioni di euro, con sovvenzioni fino a 2,5 milioni e investimenti compresi tra 0,5 e 10 milioni di euro (Fonte: European Innovation Council). Rispetto al 2025 la soglia minima della componente equity è salita da 0,5 a 1 milione di euro, mentre i massimali restano invariati. Lo strumento si rivolge a tecnologie che abbiano completato il livello TRL 5 e si collochino fino al TRL 8.

Le date di cut-off per la presentazione della proposta completa nel 2026 sono il 7 gennaio, il 4 marzo, il 6 maggio, l'8 luglio, il 2 settembre e il 4 novembre. La proposta breve può invece essere presentata in qualsiasi momento attraverso il Funding and Tenders Portal, e ogni impresa può avere una sola candidatura in corso di valutazione.

Dal 17 giugno 2026 l'EIC Accelerator è aperto anche alle tecnologie dual use, così come la piattaforma EIC STEP Scale Up, dotata di 300 milioni di euro e dedicata a fornire capitale aggiuntivo, con investimenti da 10 a 30 milioni, alle imprese attive in aree critiche che puntano a chiudere round privati da 50 milioni di euro o superiori.

Accanto all'Accelerator, l'EIC gestisce il Pathfinder, dedicato a tecnologie in fase più precoce di sviluppo, e lo strumento Transition, pensato per portare i risultati della ricerca finanziata verso la fase di validazione tecnologica e la costituzione di un'impresa spin off. Per le imprese italiane questi strumenti si affiancano agli incentivi nazionali, dal credito d'imposta ricerca e sviluppo ai percorsi dedicati allo sviluppo tecnologico delle startup innovative.

Nello stesso terzo pilastro opera anche l'Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia, che coordina comunità tematiche settoriali come EIT Food, dedicata alla trasformazione del sistema agroalimentare, ciascuna con propri programmi di accelerazione rivolti a startup e PMI innovative del settore di riferimento. In Italia l'ecosistema di riferimento comprende anche la rete degli incubatori certificati riconosciuti dal MiMIT.


Chi può partecipare al programma?

Possono partecipare a Horizon Europe soggetti stabiliti negli Stati membri dell'Unione e nei paesi associati al programma, categoria che comprende numerosi paesi europei non membri dell'UE, tra cui il Regno Unito e la Svizzera, quest'ultima rientrata nel programma dal 2025. L'elenco dei paesi associati viene aggiornato periodicamente e va verificato prima di impostare un consorzio, perché lo status di associazione condiziona non solo l'ammissibilità alla partecipazione ma anche quella al finanziamento.

Il programma coinvolge università, organismi di ricerca, imprese di ogni dimensione, dalle micro imprese alle multinazionali, associazioni e pubbliche amministrazioni. Le piccole e medie imprese trovano spazio in modo particolare negli strumenti del terzo pilastro e in numerosi topic dei cluster tematici, alcuni dei quali riservano condizioni di accesso agevolate ai soggetti alla prima partecipazione, per incoraggiare l'ingresso di realtà che non hanno ancora esperienza diretta con i finanziamenti europei alla ricerca.


I principali tipi di progetto finanziabili

Le azioni di Ricerca e Innovazione, note come RIA, coprono l'intero percorso dalla ricerca applicata alla dimostrazione di una soluzione in ambiente controllato, con un tasso di finanziamento pari al cento per cento dei costi ammissibili. Le azioni di Innovazione, le IA, si concentrano invece sulle fasi più vicine al mercato, dalla dimostrazione su scala reale alla prima diffusione commerciale, con un tasso di cofinanziamento del settanta per cento per i soggetti a scopo di lucro, mentre gli enti senza fine di lucro mantengono la copertura integrale.

Esistono inoltre azioni di coordinamento e supporto, le CSA, pensate per attività di networking, disseminazione e definizione di standard, e strumenti dedicati alla mobilità dei ricercatori. La scelta del tipo di azione più adatto dipende dal livello di maturità tecnologica del progetto, un elemento che va valutato con precisione fin dalla fase di ricerca e sviluppo interna all'impresa.


Come funziona un bando Horizon Europe

Ogni bando, o call, definisce un topic specifico, i criteri di ammissibilità, il budget disponibile e la scadenza per la presentazione delle proposte. Alcuni topic prevedono una valutazione in due fasi, in cui i candidati presentano prima una proposta breve e vengono invitati a sviluppare la proposta completa solo in caso di esito positivo, un meccanismo che riduce il tempo investito dai partecipanti con minori probabilità di successo e che nel biennio 2026-2027 si applica a quarantuno topic.

Le proposte vengono valutate da esperti indipendenti secondo tre criteri: l'eccellenza, l'impatto e la qualità ed efficienza dell'implementazione. Il criterio dell'eccellenza riguarda la solidità scientifica e tecnologica della proposta e il suo carattere innovativo rispetto allo stato dell'arte. Il criterio dell'impatto valuta il contributo del progetto agli impatti attesi indicati nel topic e la credibilità delle misure previste per la disseminazione, lo sfruttamento e la comunicazione dei risultati, comprese le strategie di tutela della proprietà intellettuale tramite marchi e brevetti. Il terzo criterio esamina la solidità del consorzio proponente e la coerenza del piano di lavoro con gli obiettivi dichiarati.

Nel work programme 2026-2027 alcune valutazioni vengono condotte in forma anonimizzata, con l'obiettivo di ridurre i bias legati alla notorietà dei proponenti, e i template delle proposte sono stati semplificati per abbreviare i tempi di aggiudicazione.


Come costruire un consorzio di progetto

La maggior parte dei progetti collaborativi di Horizon Europe richiede un consorzio composto da almeno tre soggetti giuridici indipendenti, ciascuno stabilito in uno Stato membro o in un paese associato diverso, con la condizione che almeno uno di essi sia stabilito in uno Stato membro dell'Unione. La composizione tipica combina università, centri di ricerca e imprese che coprono competenze complementari lungo l'intera catena del valore del progetto.

Costruire un consorzio solido richiede tempo, perché ogni partner deve avere un ruolo chiaro, competenze riconoscibili e un reale interesse a portare avanti il progetto oltre la fase di finanziamento. Le reti già consolidate, costruite in progetti precedenti o attraverso cluster e poli di innovazione territoriali, facilitano molto questa fase rispetto a chi si affaccia per la prima volta al programma senza contatti pregressi, e rappresentano uno degli asset più concreti di una strategia strutturata di innovation management.


Come preparare una proposta competitiva

Una proposta solida parte da un'idea progettuale chiaramente allineata al topic del bando scelto, non adattata forzatamente per farla rientrare in una call poco pertinente. Segue la costruzione di un piano di lavoro realistico, con obiettivi misurabili, una ripartizione chiara dei compiti tra i partner e un piano di sfruttamento dei risultati credibile.

Un errore frequente tra chi si affaccia per la prima volta al programma è sottovalutare il peso della sezione dedicata all'impatto atteso, spesso trattata come un capitolo secondario rispetto alla parte tecnica e scientifica della proposta. I valutatori dedicano invece grande attenzione a come il progetto intende diffondere, sfruttare e comunicare i propri risultati oltre la durata del finanziamento, un aspetto che va costruito fin dalle prime fasi di stesura e non aggiunto all'ultimo momento come semplice completamento formale del formulario.

Il passaggio al modello lump sum ha spostato ulteriormente il baricentro su questo punto. Poiché la valutazione e la successiva verifica riguardano il completamento dei work package e non le spese sostenute, la struttura del piano di lavoro diventa il documento contrattuale di riferimento: work package mal dimensionati o milestone formulate in modo ambiguo si traducono in problemi concreti in fase di attuazione, non in semplici imprecisioni redazionali.

Dato il livello di competizione, molte imprese scelgono di farsi affiancare da consulenti specializzati nella scrittura di proposte Horizon Europe, sia per l'impostazione strategica sia per la gestione amministrativa della candidatura, un aspetto che richiede precisione e attenzione ai dettagli formali del bando.


Come preparare una proposta competitiva Horizon Europe - Polo Innovativo

Il prossimo Horizon Europe 2028-2034

Il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento che istituisce il decimo Programma Quadro per la ricerca e l'innovazione, relativo al periodo 2028-2034, che manterrà la denominazione Horizon Europe. La proposta prevede una dotazione complessiva di 175 miliardi di euro, il doppio rispetto al programma attuale, e si inserisce nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (Fonte: APRE).

La novità strutturale più rilevante riguarda l'architettura: il nuovo programma si baserà su quattro pilastri anziché tre, con il secondo ridenominato "Competitività e società" e una stretta interconnessione con il nuovo Fondo europeo per la competitività, pensato per accompagnare i progetti dalla fase di ideazione fino allo scale up industriale.

La proposta è attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio nell'ambito dei negoziati sul bilancio pluriennale, e non va quindi considerata definitiva. La Corte dei conti europea ha espresso rilievi sul testo, segnalando in particolare l'assenza di una definizione operativa e misurabile di valore aggiunto europeo e il silenzio della proposta sul futuro dell'Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia e delle sue comunità della conoscenza e dell'innovazione.

Per le imprese che stanno pianificando una strategia pluriennale di accesso ai fondi europei, questo significa che il quadro attuale resta valido e operativo fino al 2027, ma che dal 2028 cambieranno struttura, denominazioni e in parte le regole di partecipazione. Le candidature ai bandi del biennio in corso restano quindi la finestra più prevedibile per costruire esperienza e relazioni di consorzio prima della transizione.


Domande frequenti su Horizon Europe


Cos'è Horizon Europe?

È il programma quadro dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione per il periodo 2021-2027, con una dotazione complessiva di circa 93,5 miliardi di euro, il più grande strumento di finanziamento pubblico alla ricerca a livello europeo.


Qual è il budget del work programme 2026-2027?

Il work programme principale adottato l'11 dicembre 2025 dispone di 14 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, con metà del budget delle call erogato in modalità lump sum e quarantuno topic sottoposti a valutazione in due fasi.


Le PMI possono partecipare a Horizon Europe?

Sì, molti bandi sono pensati appositamente per le PMI, in particolare quelli del Consiglio europeo per l'innovazione, e diversi topic del work programme 2026-2027 includono condizioni agevolate per i partecipanti alla prima esperienza con il programma.


Un'impresa può partecipare da sola a un progetto Horizon Europe?

Dipende dal tipo di azione. I progetti di ricerca e innovazione collaborativa richiedono di norma un consorzio di almeno tre soggetti giuridici indipendenti stabiliti in tre paesi diversi, mentre alcuni strumenti come l'EIC Accelerator sono pensati anche per singole imprese.


Quanto finanzia l'EIC Accelerator?

Nel 2026 l'EIC Accelerator prevede sovvenzioni fino a 2,5 milioni di euro e investimenti in equity compresi tra 1 e 10 milioni, a valere su una dotazione complessiva di 634 milioni di euro.


Che cos'è il finanziamento lump sum?

È un modello in cui l'importo del contributo viene fissato alla firma del contratto sulla base del piano di lavoro approvato. Elimina la rendicontazione analitica dei costi e i timesheet, ma lega il pagamento al completamento dei work package e lascia a carico del beneficiario eventuali sforamenti di spesa.


Quanto tempo serve per preparare una proposta Horizon Europe?

Per un progetto collaborativo complesso servono di norma alcuni mesi, tra costruzione del consorzio, definizione del piano di lavoro e stesura della proposta secondo i criteri di valutazione richiesti dal bando.


Cosa cambia con il nuovo Horizon Europe dal 2028?

La proposta della Commissione del 16 luglio 2025 prevede una dotazione di 175 miliardi di euro per il periodo 2028-2034 e una struttura a quattro pilastri anziché tre, con il secondo ridenominato "Competitività e società". Il testo è ancora in discussione tra Parlamento e Consiglio e non è definitivo.


Il supporto di Polo Innovativo per Horizon Europe

Individuare il topic più adatto, costruire un consorzio credibile e scrivere una proposta competitiva richiede esperienza specifica sui meccanismi del programma, tanto più ora che il passaggio al modello lump sum ha modificato il peso relativo del piano di lavoro. Il team Finanza Agevolata di Polo Innovativo affianca le imprese nell'analisi delle opportunità disponibili e nella preparazione della candidatura, dalla prefattibilità fino alla presentazione della proposta. Scopri il servizio Finanza Agevolata di Polo Innovativo.


Tania Marchina

Tania Marchina

Dopo 20 anni nel settore delle utilities e della consulenza energetica sono approdata nel mondo della finanza agevolata e recupero crediti dove, grazie a vari strumenti, riesco a aiutare le aziende a realizzare i propri sogni.

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