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Sviluppo tecnologico delle startup innovative

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Tipologia di agevolazione

Contributo a fondo perduto


Entità del contributo

Contributo a fondo perduto 80% delle spese ammissibili


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Sviluppo tecnologico delle startup innovative

Sviluppo tecnologico delle startup innovative.


La misura Sviluppo Tecnologico delle Startup Innovative, prevista dall’Azione 1.3.3 del PR FESR 2021-2027, sostiene gli investimenti delle PMI favorendo in particolare la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di startup innovative ad alto contenuto tecnologico nelle prime fasi di crescita.

È rivolta a imprese early stage che affrontano elevata incertezza tecnologica, scarsa maturità del prodotto e difficoltà di accesso al mercato e ai finanziamenti.

L'obiettivo cardine è l'innalzamento del livello di maturità tecnologica, misurato su scala internazionale tramite l'indice TRL (Technology Readiness Level). I progetti finanziati dovranno guidare la startup lungo la catena dell'innovazione:

  • Proof-of-Concept (PoC), ovvero la dimostrazione teorica e sperimentale della fattibilità di una tecnologia.
  • Prototipazione e testing, ovvero lo sviluppo di versioni preliminari del prodotto per verificarne il comportamento in ambienti controllati o reali.
  • Validazione industriale, ovvero fino alla messa a punto dei processi che consentono la produzione in serie e la conformità agli standard di mercato.

Il contributo pubblico contribuisce a ridurre il rischio per gli investitori privati, facilitando l’accesso a nuovi finanziamenti e accelerando il percorso verso il mercato e la crescita aziendale.


I soggetti che possono beneficiare del bando Sviluppo tecnologico delle startup innovative

Possono presentare domanda le Piccole Imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese da non più di 36 mesi.

Possono partecipare anche le Piccole Imprese iscritte da non oltre 60 mesi, purché dimostrino di trovarsi ancora in fase di sviluppo tecnologico, con un livello di maturità pari o inferiore a TRL 6, adeguatamente motivato e documentato.

I requisiti richiesti sono i seguenti:

  • non essere quotate su mercati regolamentati;
  • non aver ancora distribuito utili;
  • essere registrate nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative;
  • avere una sede operativa in Lombardia presso cui svolgere le attività del progetto, o dichiarare l’intenzione di costituirne una entro la data di richiesta di erogazione del contributo.

Per evitare che il bando finanzi la ristrutturazione di imprese mature sotto mentite spoglie (operazioni di rebranding o di ingegneria societaria), sono previsti paletti rigidi:

  • l'impresa non deve aver rilevato l'attività di un'altra azienda, a meno che il fatturato dell'attività acquisita rappresenti meno del 10% del fatturato della startup nell'esercizio precedente;
  • l'impresa non deve essere il frutto di fusioni, scissioni o concentrazioni societarie che superino la medesima soglia del 10% del fatturato.

Le Spese ammissibili al bando Sviluppo tecnologico delle startup innovative

Sono considerati ammissibili ai fini della concessione del contributo a fondo perduto i progetti rientranti nelle seguenti tipologie di intervento:

  1. progettazione iniziale dell’idea, sviluppo del primo prototipo/MVP (Minimum Viable Product) e studi di fattibilità tecnico-scientifica, corredati dalla definizione preliminare del modello di business (analisi mercato e value proposition);
  2. sperimentazione, test pre-lancio ed esecuzione di test tecnici (es. test di laboratorio, collaudo di componenti hardware, verifiche di sicurezza), test con utenti pilota (beta testing di software, validazione sul campo di dispositivi) per iterazioni sul prodotto;
  3. inizio ingegnerizzazione e ottimizzazione tecnica del prodotto/servizio per renderlo scalabile, affidabile, producibile e certificabile;
  4. ottimizzazione finale del prodotto/servizio e dei processi (da prototipo a versione producibile), completamento certificazioni necessarie, piccola produzione pilota o beta release. È ammesso il raggiungimento di livelli superiori (TRL 7 o oltre), purché coerente con le attività di sviluppo e validazione previste dalle tipologie di intervento ammissibili.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i progetti devono:

  1. essere realizzati nell’ambito di una sede operativa ubicata sul territorio in Lombardia;
  2. prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 150.000,00 e massimo di euro 1.250.000 elevabile a euro 6 1.875.000 nel caso la sede operativa di realizzazione del progetto sia stabilita in una delle zone assistite elencate da un decreto specifico;
  3. essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando attuativo, intendendo per "avvio dei lavori";
  4. rispettare gli specifici elementi di valutazione e di mitigazione indicati nel Rapporto di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del PR FESR 2021-2027 con riferimento al principio “Do No Significant Harm” (DNSH).
    Il principio DNSH (Do No Significant Harm) significa "Non arrecare un danno significativo all'ambiente". Le startup dovranno dimostrare che le tecnologie sviluppate non comportino elevate emissioni di CO2, non danneggino la biodiversità, l'economia circolare o le risorse idriche, seguendo i criteri che saranno dettagliati nei modelli allegati al decreto attuativo.

  5. Sono ammissibili, al netto di IVA, le seguenti tipologie di spesa, sostenute successivamente alla presentazione della domanda di partecipazione, purché funzionali e collegate al progetto:

    • beni strumentali e hardware: acquisto di macchinari, impianti, attrezzature di laboratorio, server e hardware dedicati alle attività di R&S. Attenzione: sono esplicitamente esclusi i dispositivi di uso comune o personale come smartphone, telefoni cellulari o tablet generici;
    • asset immateriali e software: licenze d'uso per software specialistici (es. CAD, simulatori, ambienti di sviluppo), canoni per servizi Cloud, infrastrutture SaaS (Software as a Service) per un periodo massimo eleggibile di 12 mesi, e costi per l'acquisto o la licenza di brevetti preesistenti;
    • materiali di consumo: materie prime, componenti elettronici, semilavorati chimici o meccanici, e materiali commerciali necessari esclusivamente alla costruzione dei prototipi e dei lotti pilota;
    • consulenze tecnico-scientifiche altamente specializzate, voce che include:
      • FTO (freedom to operate), analisi legale e tecnica per verificare che il proprio prodotto non violi brevetti di terzi già esistenti.
      • servizi di prototipazione fisica e stampa 3D industriale.
      • contratti di ricerca con Università, centri di trasferimento tecnologico o laboratori accreditati per l'uso di strumentazioni scientifiche.
      • spese per il deposito di nuovi brevetti e la tutela della proprietà intellettuale.
    • consulenze accessorie (limite del 20%): spese per consulenze legali, societarie, commerciali o economico-finanziarie direttamente connesse al progetto. Questa voce non può superare il 20% della somma delle voci precedenti;
    • personale interno (forfettario al 20%): per semplificare la rendicontazione, i costi del personale dipendente (ricercatori, tecnici, programmatori) impiegato nel progetto vengono riconosciuti automaticamente nella misura fissa del 20% del totale dei costi diretti (somma delle voci precedenti), senza necessità di presentare i singoli time-sheet;
    • costi indiretti (forfettario al 7%): spese generali d'ufficio, utenze, consumi energetici e logistica ordinaria, calcolati nella misura forfettaria del 7% dei costi diretti;

    • Il contributo previsto dal bando sviluppo tecnologico per startup innovative

      L’agevolazione viene concessa ed erogata sotto forma di contributo a fondo perduto.

      L’intensità di aiuto massima è pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un importo massimo di:

      • euro 1.000.000 per piccole imprese innovative ai sensi della definizione di cui all’art. 2 punto 80 del Regolamento GBER;
      • euro 1.500.000 per le piccole imprese innovative ai sensi della definizione di cui all’art. 2 punto 80 del Regolamento GBER la cui sede operativa nella quale viene realizzato il progetto è stabilito in una delle zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato di Funzionamento Europeo (TFUE).

      Le scadenze

      Siamo in attesa del decreto attuativo per la data di presentazione delle domande.


      Cosa fare nell'attesa?

      Per evitare di farsi trovare impreparati (considerando che le risorse potrebbero esaurirsi rapidamente), è consigliabile muoversi d'anticipo:

      • verificare la corretta iscrizione alla Sezione Speciale Startup Innovative presso la Camera di Commercio.
      • assicurarsi che i legali rappresentanti siano dotati di SPID di livello 2 (o CIE) e di un dispositivo di Firma Digitale in corso di validità.
      • chiedere una consulenza gratuita a Polo Innovativo per capire se la startup rientra nei criteri previsti del bando, per capire se la domanda è presentabile o se ci sono altre agevolazioni più adeguate


Verifica subito se la tua azienda ha i requisiti.
Contattaci.

Puoi anche scriverci un'email a info@poloinnovativo.it o telefonare al numero 030 649 00 99, siamo disponibili dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

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