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Transizione 4.0

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Come affrontare il passaggio alla Transizione 4.0

Le misure adottate dal governo per il triennio


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Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

2

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e favorire i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.

3

Credito d'imposta formazione 4.0

Stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.


Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali

Quali sono i vantaggi?

Ci sono due agevolazioni da utilizzare in questo campo:

MISURA A

Questa misura interessa gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, tramite:

  • il recupero del 40% del costo per gli investimeni fino a 2,5 milioni di euro;
  • il recupero del 20% del costo per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro

Il limite dei costi complessivi è 10 milioni di euro.

MISURA B

Questa misura interessa gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0, tramite:

  • il recupero del 15% del costo, per gli investimenti fino a 700.000. Sono agevolabili in questa misura anche tutte le spese sostenute per soluzioni di cloud computing;
  • il recupero del 6% per gli investimenti fino a 2 milioni di euro. Questo credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per li investimenti in beni immateriali.

Per chi?

Questo bando si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla natura giuridica, settore economico di appartenenza, dimensione, regime contabile e sistema di determinazione del redditto ai fini fiscali.


Come si accede?

Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.





Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Quali sono i vantaggi?

Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnonlogico il credito d'imposta è del 12% delle spese agevolabili fino a 3 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati:

  • l'agevolazione è il 6% delle spese agevolabili fino a 1,5 milioni di euro;
  • l'agevolazione è il 10% delle spese agevolabili fino a 1,5 milioni di euro, in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzata a raggiungere un'obbiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Per le attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settore tessile e della moda, calzaturiero, dell'occhialeria, orafo, del mobile e dell'arredo e della ceramica e altri individuati con successivo decreto ministeriale: l'agevolazione è pari al 6% delle spese agevolabili fino a 1,5 milioni di euro

Per chi?

Per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente da natura giuridica, settore economico, dimensione, regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito.


Come si accede?

Il credito si applica alle spese in Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Le imprese, inoltre, sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte.